Il Ciclo Esserico PDF Stampa E-mail
Scritto da Ruggero Di Giovanna   
Mercoledì 18 Aprile 2012 19:28

Buddha e le tentazioni

Quando misi a punto la teoria sul fenomeno dei cicli emotivi (allora li chiamavo semplicisticamente così) non ero a conoscenza dell'esistenza di una moderna teoria dei bioritmi, che in parte vi trova delle similitudini. Ricercando un po' e addentrandomi nella storia delle antiche conoscenze e delle vecchie scienze e filosofie, non rimasi stupito di trovare molti segni di un pensiero che si riallacciava molto a quello che avevo osservato e studiato. Questo avviene perché da parecchie migliaia di anni l'Uomo non è sostanzialmente cambiato, né nel corpo, né nello spirito, né nell'anima e quello di cui io ho fatto una teoria non è affatto una teoria, ma una constatazione di quello che accade e per cui basta avere dei buoni occhi che sappiano guardare, gli occhi dell'anima. Il ciclo del giorno e della notte è qualcosa che tutti possono osservare e per questo il divino ha donato la vista all'essere umano. Che esso poi non sappia se è il sole che ruoti attorno alla terra o viceversa non intacca per nulla il fenomeno, il giorno continuerà ad esistere nello stesso modo così come la notte e il suo modo di rapportarsi a questo ciclo resterà indifferente alle speculazioni filosofiche o scientifiche sulla sua causa. Lo stesso avviene per quell'aspetto interiore della psiche umana che io ho designato come emotivo, ma che in realtà comprende molto più della semplice espressione dei sentimenti. L'osservazione di tale Io psichico ha portato me, dopo tanti altri osservatori prima di me, alla verifica di un continuo ritorno degli stati mentali-emotivi in un ciclo caratterizzato da tipici stati definiti, l'uno in successione dell'altro. Per cui quello che mi accingo a spiegare non è una teoria personale, ma un'osservazione dei fatti di cui ognuno può farsene esperienza e verificarne la reale sussistenza. E non tenterò di spiegarne l'eziologia, che per quanto me ne sia fatto molte idee rimane ancora per lo più oscura e il cui svelamento potrebbe solo forse portare ad una maggiore conoscenza del fenomeno.

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Il neoliberismo contro il progresso PDF Stampa E-mail
Scritto da Ruggero Di Giovanna   
Martedì 10 Aprile 2012 10:54

Charlie Chaplin - Modern Times

Le teorie che pongono le basi al sistema economico sociale in cui viviamo noi europei/occidentali sono varie e multiformi. Tra queste il neoliberismo ha fatto molto parlare di sé, sia per lo spazio sempre più vasto che si è circoscritto nel mondo odierno, sia per le sue presunte qualità e innovazioni positive, spesso criticate da tante persone del mestiere e che non hanno ricevuto un corrispettivo nella qualità di vita dei popoli, i quali vedono con l'avanzare dei decenni un peggioramento continuo delle proprie potenzialità economico-finanziarie e più generalmente delle condizioni di vita.

Essendo il tema variegato e complesso mi limiterò a analizzare gli effetti della pratica neoliberista nei confronti del progresso, intendendo per tale termine l'evoluzione, lo sviluppo positivo delle scienze e delle tecniche nonché il miglioramento dello stato sociale e collettivo collegato ad una visibile ottimizzazione della condizione umana.

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L'ignoranza su Dio PDF Stampa E-mail
Scritto da Ruggero Di Giovanna   
Lunedì 02 Aprile 2012 19:46

Il festino di Baltassar, dipinto di Rembrandt

1.Dove andate mai, o uomini, ubriachi, voi che avete bevuto fino in fondo il discorso schietto dell'ignoranza, che non riuscite nemmeno a sopportare, ma che ormai state addirittura per rigettare? 2. Fermatevi, divenite sobri. Guardate in alto con gli occhi del cuore. E se non potete farlo tutti, lo facciano almeno coloro che possono. Il male dell'ignoranza, infatti, inonda l'intera terra; corrompe l'anima rinchiusa nel corpo, senza lasciarla ormeggiare nei porti della salvezza.
3. Non lasciatevi trascinare sotto, dunque, dagli ingenti flutti, ma, approfittando di una controcorrente, voi che potete giungere al porto dalla salvezza, gettatevi l'ancora, 4. e cercatevi una guida che vi mostri la via fino alle porte della conoscenza, là dove c'è la luce splendente, pura da ogni oscurità, dove neppure uno è ubriaco, ma tutti sono sobri, guardando in alto con il cuore verso colui che vuole essere guardato. Infatti, non lo si può udire, né descrivere, né vedere con gli occhi, bensì soltanto con l'intelletto e con il cuore. 5. Ma, in primo luogo, occorre che tu strappi tutt'attorno la tunica che indossi, il tessuto dell'ignoranza, il supporto della malizia, la catena della corruzione, il carcere tenebroso, la morte vivente, il cadavere dotato di sensi, la tomba che porti in giro assieme a te, il ladro che abita nella tua casa, colui che ti odia per le cose che ama, e che invidia per le cose che odia. 6. Tale è il nemico che tu hai rivestito come una tunica, che ti stringe e ti attira a sé, in basso, per evitare che tu guardi verso l'alto, veda la bellezza della Verità e il Bene che in essa risiede, e prenda così a odiare la sua malvagità , avendo compreso l'insidia che esso ha messo in atto contro di te, rendendo insensibili gli apparenti organi di senso, avendoli ostruiti con molta materia e riempiti di un piacere impuro, affinché tu non possa né udire quello che devi udire, né vedere quello che devi vedere.

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La felicità nascosta PDF Stampa E-mail
Scritto da Chandra Mohan Jain   
Sabato 31 Marzo 2012 19:26

Atlante sorregge il mondo...Ti hanno ripetuto in continuazione , ti hanno insegnato in continuazione che è sbagliato essere gioioso e che è giusto essere infelice. Forse non te l'hanno detto in modo così diretto ma indirettamente ti hanno condizionato e ipnotizzato a essere infelice. Pertanto hai cominciato a pensare che l'infelicità è lo stato naturale delle cose. Sei circondato da gente infelice, l'infelicità abbonda, tutti sono infelici. Sembra che l'infelicità sia lo stato naturale delle cose.
Quando nascesti eri un bambino felice, come lo sono tutti i bambini. Non è mai accaduto altrimenti, mai. Quando nasce, un bambino è felice, completamente felice. Ecco perché i bambinisembrano egoisti: pensano solo a se stessi e non si preoccupano del mondo. E sono felici con piccole cose. Una farfalla in giardino: la loro gioia e la loro meraviglia sono complete; con piccole cose, con niente, ma sono felici, naturalmente felici.
Ma noi, piano piano, storpiamo la loro felicità, la distruggiamo. Non siamo capaci di tollerare tanta felicità. Il mondo è molto infelice e noi dobbiamo prepararli per il mondo. Così cominciamo a indrottinarli, dicendo: il mondo è infelicità, non puoi permetterti di essere felice, la felicità è solo una speranza, come potresti essere felice? Non essere tanto egoista! C'è talmente tanta infelicità dappertutto; devi partecipare del dolore altrui, devi rispettare il dolore degli altri!

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Venere la splendente PDF Stampa E-mail
Scritto da Ruggero Di Giovanna   
Martedì 27 Marzo 2012 20:30

Venere di BotticelliCari Amici della Sera, alzate gli occhi al cielo e non portatevi il peso del rimorso per aver perduto ciò che la Natura infinita ci offre nella Sua sublime bellezza. È in questi giorni che già prima del tramonto si ha la possibilità di godere una delle Sue perle più estasianti. Per chi non lo avesse ancora intuito ci si riferisce a quel pianeta del sistema solare in cui siamo immersi che ai primi gemiti della sera ruba l'attenzione a tutti gli Astri del firmamento emettendo la sua intensissima e emozionante luce, ovvero la leggiadra Venere. Anche conosciuta come Afrodite nell'antica Grecia, Hathor nell'Egitto, Astarte tra le popolazioni semitiche, Ishtar a Babilonia e Astoreth tra i Fenici. Sono solo alcuni degli appellativi che Le vennero attribuiti, anche se spesso ogni divinità seguiva una sua evoluzione personale che in ogni caso si differenziava sempre in qualche caratteristica dalle altre pur rimandone similare.
Il pianeta Venere era conosciuto sia come "stella del mattino" sia come "stella della sera".

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